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Harry Potter e la Pietra Filosofale: 3 cose che ci ha insegnato

Dall'importanza del fallimento alle nostre scelte come gesto eroico. Ecco tre lezioni che abbiamo imparato da Harry Potter e la Pietra Filosofale

Harry Potter e la Pietra Filosofale, primo film tratto dalla saga letteraria di J. K. Rowling, andrà in onda giovedì 6 gennaio in prima serata su Italia 1. Diretto da Chris Columbus, il film è uscito nei cinema il 16 novembre 2001 dando inizio a una delle più importanti saghe cinematografiche del XXI secolo.

Un immenso universo sapientemente creato dalla penna di J.K.Rowliing che ancora oggi appassiona milioni di persone in giro per il mondo (la saga letteraria è stata tradotta in 77 lingue con una vendita globale di oltre 450 milioni di copie).

Una storia che riesce a fondere il romanzo di formazione dickensiano con un mondo fantastico incastonato in quello normale (non è un mondo utopico come l'Isola che non c'è di Peter Pan e neanche uno spazio totalmente parallelo al nostro come Narnia di C.S.Lewis).

Ma che cosa abbiamo imparato noi da Harry Potter e la Pietra Filosofale? Quali sono i primi insegnamenti della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts?

1. Non avere paura del fallimento
“Alcune delle persone che hanno avuto più successo al mondo hanno fallito più volte. Il primo libro di Harry Potter di J.K. Rowling è stato respinto dodici volte prima di venire pubblicato. Queste persone hanno avuto successo perché hanno capito che non si può permettere che i nostri insuccessi ci abbattano, dobbiamo trarne un insegnamento”.

A parlare è Barack Obama durante un discorso alle scuole in Virginia nel 2008. L’ex presidente degli Stati Uniti porta la scrittrice e il suo primo romanzo come esempio di coloro che non si arrendono davanti alle avversità. È risaputo infatti che diversi editori inglesi rifiutarono il primo manoscritto di Harry Potter perché considerato troppo lungo o difficile per i bambini.

Anche la stessa scrittrice torna a parlare dell’importanza del fallimento e dell’immaginazione in un discorso durante la cerimonia di laurea di Harvard del 2008: “Allora perché parlare dei benefici del fallimento? Semplicemente perché fallire ha voluto dire spogliarsi dell’inessenziale. Ho smesso di fingere di essere qualcos’altro se non me stessa e ho iniziato a indirizzare tutte le mie energie verso la conclusione dell’unico lavoro che per me aveva importanza”. Proprio questo discorso, è il punto di partenza per il libro del 2017 Buona vita a tutti. I benefici del fallimento e l’importanza dell’immaginazione.

2. Sono le scelte che facciamo che dimostrano chi siamo veramente
Durante Harry Potter e la Pietra Filosofale assistiamo a un momento solenne per tutti i ragazzi del primo anno che arrivano alla scuola di Hogwarts: lo smistamento nelle case. La decisione spetta al Cappello Parlante, o almeno così potrebbe sembrare. Proprio tramite il Cappello Parlante, possiamo dire che Harry compie il suo primo gesto eroico, la sua prima scelta. “Tutto tranne Serpeverde”, ripete il giovane mago nonostante le opinioni contrarie del cappello.

Nella saga di Harry Potter vi è una configurazione non tradizionale della lotta tra il bene e il male. Tale dicotomia è una lotta difficile che prevede il rischio di contaminazione tra le due forze che si combattono. Una specularità che J.K.Rowling rende massima nel rapporto tra Harry e Voldemort: la scrittrice incorpora un frammento dell’anima di Voldemort in Harry. Il giovane mago porta in sé proprio ciò contro cui combatte. Una lotta contro il nemico, ma anche contro una parte di sé.

Quindi qual è la differenza tra i due? La risposta viene data chiaramente in un dialogo tra Silente e Harry: “E tuttavia il Cappello Parlante ti ha assegnato a Grifondoro. Tu sai perché?”, chiese Silente. “Lo ha fatto” disse Harry, “perché gli ho chiesto io di non andare fra i Serpeverde”. “Appunto. Il che ti rende assai diverso da Tom Riddle. Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità”.

3. La magia che è dentro di noi
Harry Potter e la Pietra Filosofale si conclude con lo scontro tra Harry e il professor Raptor nei sotterranei della scuola. Nonostante le abilità superiori nelle arti magiche, Raptor ne esce sconfitto e Voldemort perde la possibilità di ottenere la pietra filosofale.

Risvegliatosi in infermeria, Harry non capisce in che modo è riuscito a battare Raptor. La risposta viene data ancora una volta dalla saggezza di Silente: “Sai perché il professor Raptor non sopportava che tu lo toccassi, nei sotterranei? A causa di tua madre. Lei si è sacrificata per te, e un atto come questo lascia il segno. No, no. Non è un segno visibile. Si trova qui, nella pelle. L’amore, è l’amore Harry”.

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