X-Style
Fashion

Con la sfilata Louis Vuitton Primavera/Estate 2027 Nicolas Ghesquière mette il corpo in movimento, e chiude la Paris Fashion Week

Leggerezza, fluidità e costruzioni complesse che sembrano semplicissime. Parola d’ordine: ergonomia

Di Giulia Pacella

Louis Vuitton SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Una pista da racing attraversa la Cour Carrée del Louvre, punteggiata da automobili avveniristiche verniciate a bande verde scuro o con il celebre motivo Damier. Sembrano quasi navicelle spaziali. Tutto parla di velocità, movimento, scenari futuri o futuristici. Ed è esattamente da qui che bisogna partire per leggere la sfilata Louis Vuitton Primavera/Estate 2027 di Nicolas Ghesquière.

Louis Vuitton SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

La parola d’ordine? Ergonomia. Un principio preso in prestito dal design industriale, che il direttore creativo trasferisce nel guardaroba, e un’idea tanto semplice quanto rivelatoria: il vestito non deve costringere chi lo indossa, ma adattarsi al corpo e accompagnarlo. Forma e funzione abbracciano così anche l’elemento fondativo della maison, il viaggio: creare oggetti pensati per facilitare il movimento. E se le premesse sono chiare, il risultato alla fine del fashion show lo è ancora di più: siamo di fronte a una delle collezioni più leggere viste recentemente sulla passerella di Louis Vuitton.

Abiti nel segno della leggerezza

Louis Vuitton SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Una lunga sequenza di bianchi, avorio, grigi perla e tonalità burrose apre lo show e rende immediatamente visibile questa sensazione di sottrazione, leggerezza e apparente semplicità. Un tubino grigio bianco, essenziale quasi come un grembiule, scivola sul corpo e si porta con stringate nere e una piccola borsa a spalla. Seguono abiti midi pratici che scivolano sulla figura, ensemble top e gonne al ginocchio, giacche dallo scollo tondo, anorak seconda pelle dal piglio sporty, pantaloni all’apparenza “inconsistenti” e sottilissimi, come se non avessero struttura. Non c’è nessuna esasperazione scultorea e nessuna armatura (a differenza della precedente collezione Louis Vuitton Autunno/Inverno 2026-2027).

Louis Vuitton SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Le silhouette sono essenziali, asciutte, immediate. Non costringono o amplificano la figura ma la seguono in maniera cinetica. Sono capi svelti, senza ingombri, progettati per assecondare il corpo che cammina, corre, vive. Nella nota stampa, infatti, Ghesquière insiste proprio sull'idea di un abito che non sia determinato dalla silhouette esteriore, ma dal fisico che lo indossa, che non assecondi la stasi ma sia capace di trasformarsi durante il movimento. E dietro quella che appare una semplificazione radicale, in realtà c’è moltissimo lavoro, ricerca e sperimentazione.

La complessità nascosta di Nicolas Ghesquière

Louis Vuitton SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Ciò che appare “naturalmente semplice”, infatti, non vuol dire sia semplice da realizzare. Anzi, tutt’altro. Questo è uno degli esercizi stilistici più identificativi dello stile Ghesquière che non mostra mai tutta la sua complessità ai primi sguardi distratti e veloci.E che sceglie invece di rivelare il suo approccio alla creazione solo a chi decide di andare oltre l’apparenza e di osservare ai raggi X. Anche in questo caso, dove l’apparente leggerezza “occulta” un attento processo di studio e costruzione tutt’altro che facile. Gli chiffon vengono composti in doppi e tripli strati, fino a sovrapposizioni di sette carré; seta e cashmere vengono trattati con una logica quasi ingegneristica, mentre la sartoria tradizionale viene riprogettata eliminando e riducendo le strutture interne. Il risultato sembra spontaneo, ma dietro c'è un’architettura tattile estremamente sofisticata.

Louis Vuitton SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

E pur quando le linee scivolate e minimaliste dell'inizio cedono il passo a ruches, balze, volant e volumi più effervescenti, la sensazione di leggerezza non scompare, anzi si enfatizza. I vestiti quasi sbocciano sul corpo, tra sport e sartoria, con abiti sparkling e spolverini in pelle completati da voluminose arricciature in materiali tecnici. Mondi apparentemente lontanissimi che il designer riesce a far convivere alla perfezione e a conciliare. È quel particolare sincretismo che attraversa da sempre il suo lavoro: passato e futuro, artigianato e tecnologia, ornamento e funzione.

Louis Vuitton SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Piccoli giubbotti in pelle e bomber dalle proporzioni smilze si appoggiano su gonne gioiello e pencil skirt, mentre gli abiti diventano flottanti, con code aeree e profonde aperture laterali. Si indossano in layering impalpabili e sopra pantaloni morbidi, leggermente flare.

Louis Vuitton SS27 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Gli accessori seguono la stessa traiettoria. Gli occhiali sono avvolgenti ed ergonomici, come quelli da corsa. Le nuove borse hanno un aspetto agile, pratico, leggero: accompagnano il corpo senza opporgli resistenza. Mentre sulla fronte compaiono headpiece argentati che sembrano maxi frange metalliche, piccoli cortocircuiti di styling che completano le mise con un tocco eccentrico.

Le muse di Ghesquière

Credits Getty Images

Le star in front row? C’è Zendaya in jeans a vita bassa e giacca bianca di pizzo incorniciata da ruches e volant, Chloë Sevigny, Emma Stone, Jennifer Connelly, Chloë Grace Moretz, Alana Haim, Saoirse Ronan, Catherine Deneuve e molte altre. Generazioni diverse e muse agli antipodi, tutte profondamente legate all’universo Vuitton. La più Ghesquière di tutte? Brigitte Macron. È a lei che il designer, appena insignito della Légion d’honneur, riserva un abbraccio e un bacio nel final bow. La chiusura perfetta non solo per il fashion show Vuitton ma anche per l’intera Paris Fashion Week e per il lungo mese della moda. Appuntamento alla prossima stagione.

Leggi anche: