Di Simona Peverelli

Il 21 aprile 2026 avrebbe compiuto 100 anni. Un compleanno importante per la regina che per oltre 70 anni ha regnato non solo con la sua fermezza istituzionale, ma anche con la cifra personale che l’ha resa un’icona trasversale. Per omaggiare la sovrana in quello che sarebbe stato un anno di grandi celebrazioni, alla King's Gallery di Buckingham Palace è stata organizzata la più grande e completa mostra mai allestita sulla moda della Regina Elisabetta II, nonché una delle collezioni di moda britannica del XX secolo più vaste e importanti esistenti, parte della Collezione Reale.
Queen Elizabeth II: Her Life in Style comprende più di 200 abiti e accessori, tracciando la storia della monarca britannica che ha regnato più a lungo attraverso i capi indossati nel corso della sua vita: dalla nascita all'età adulta, dallo status di principessa al titolo di regina, dallo stile informale all'abbigliamento diplomatico per la scena mondiale. Un rapporto con la moda iniziato fin da quando Elisabetta II era ancora piccola, dalla scelta di capi di alta moda fino allo sviluppo di uno stile personale all'avanguardia.
Ogni look, dal cappello all'orlo, era studiato personalmente dalla regina in modo che, con il suo metro e sessanta, si distinguesse sempre tra la folla. Una donna che con il suo saper vestire distintivo è diventata immediatamente riconoscibile in tutto il mondo, rafforzando l'industria della moda britannica e influenzando generazioni di stilisti e couturier, anche dopo la sua morte, l’8 settembre del 2022, a 96 anni.
La Regina Elisabetta II al matrimonio della principessa Margherita, Cecil Beaton, 1960. Credits © Royal Collection Enterprises Limited 2026 | Royal Collection Trust. Photographer: Jon Stokes
Gli abiti dell’infanzia e delle occasioni
Tra i pezzi forti in mostra alla King's Gallery c'è l'abito Chantilly in raso e cotone indossato per l'incoronazione del padre nel 1937, e il modello da damigella d'onore in lamé argentato e tulle disegnato da Edward Molyneux che Elisabetta indossò nel 1934, all'età di otto anni, per il matrimonio di suo zio, il Duca di Kent, oggi considerato un pezzo chiave del suo guardaroba infantile. Con l'ascesa dell'alta moda britannica negli Anni '40, la Principessa Elisabetta iniziò a collaborare con Norman Hartnell, che divenne il suo stilista di riferimento nei successivi tre decenni. La sua posizione di designer di punta della Gran Bretagna si consolidò quando fu scelto per disegnare l’abito da sposa della sovrana, nel 1947, e quello per l'incoronazione, nel 1953, entrambi in mostra.
Sempre di Hartnell quello indossato per un banchetto di Stato offerto in onore del presidente Eisenhower presso l'Ambasciata britannica a Washington, nel 1957. Pezzi unici e, soprattutto, iconici del Novecento, non solo per il loro straordinario valore estetico, ma anche per il potente significato simbolico che assunsero nell’Inghilterra del Dopoguerra: la forza e l’autorevolezza della monarchia. In mostra per la prima volta anche le crinoline e gli abiti con gonna degli Anni '50 di Norman Hartnell e Hardy Amies, e i modelli fluidi e dalle stampe vivaci di Ian Thomas, che catturavano il glamour rilassato degli Anni '70.
Da sinistra: Coronation Ensemble, 1937: Dress, Smith & Co. LTD,Robe, Ede and Ravenscroft; Abiti da sera, 1970. A sinistra: Ian Thomas. Al centro: Hardy Amies. A destra: Norman Hartnell - Credits © Royal Collection Enterprises Limited 2026 | Royal Collection Trust. Photographer: Jon Stokes
Gli abiti dell’ufficialità
La mostra, poi, esplora e svela la scelta ponderata che si cela dietro gli abiti cerimoniali e dei viaggi all'estero, capi che la Regina studiava per arrivare impeccabile in queste occasioni istituzionali. Come quello di Hardy Amies scelto per il tour del 1961 in India, Pakistan e Nepal, in raso giallo, un colore simbolo di salute e prosperità in questi Paesi; o il tubino in lamé argentato con perline, indossato durante una visita di Stato in Francia nel 1972, firmato da Norman Hartnell. L’esposizione si dedica anche alla sartoria e all'abbigliamento da giorno, come la celebre formula composta da abito dai colori vivaci e cappotto in coordinato. E poi i cappelli, diventati iconici e spesso abbinati ad accessori e gioielli, come la collana di perle.
Queen Elizabeth II: Her Life in Style, oltre agli abiti, ai bijoux, ai copricapi e alle scarpe, offre ai visitatori la possibilità di vedere bozzetti di design inediti, campioni di tessuto e corrispondenza scritta a mano, che rivelano il processo dietro le quinte per vestire la regina, gettando nuova luce sul suo ruolo attivo nella nascita dei propri look.
Da sinistra: Abito da sera, Hardy Amies, 1961; Abito, cappotto e stola, Hardy Amies, 2002; Abito tubino in lamé argentato con perline, Norman Hartnell, 1972 - Credits © Royal Collection Enterprises Limited 2026 | Royal Collection Trust. Photographer: Jon Stokes
Le mise del tempo libero
Il viaggio attraverso lo stile della regina esce poi dall’ufficialità e aggiunge una dimensione più personale, mettendo in evidenza le giacche da equitazione, i tailleur in tweed, i foulard di seta e le gonne scozzesi, per raccontare la passione della regina per i cavalli e per la vita all'aria aperta. Un modo di vestire che nasceva dalla pratica quotidiana, pensato per fare, prima che per apparire. Nelle tenute di Balmoral e Sandringham, sullo sfondo della campagna britannica, l’abbigliamento rifletteva la tradizione di famiglia con i suoi codici non scritti: sport, disciplina e sobrietà.
Uno stile fatto di loden robusti per resistere al freddo e all’umidità, oppure di gonne o pantaloni da campagna, pratici e mai appariscenti, camicie in cotone spesso, gilet, cardigan di lana e stivali al ginocchio, con l’immancabile foulard annodato sotto il mento, più funzionale che decorativo. Un soft power insito nei suoi abiti che continua a ispirare i designer contemporanei.
Da sinistra: Giacca in Harris Tweed e kilt in tartan Balmoral, Norman Hartnell, anni '50; Regina Elisabetta II con un foulard di seta, un cappotto blu e una gonna scozzese, mentre sorride alla macchina fotografica, a Windsor, in Inghilterra, intorno al 1975 (Credits Getty Images); Cappotto, Angela Kelly, anni 2010 Credits © Royal Collection Enterprises Limited 2026 | Royal Collection Trust. Photographer: Jon Stokes
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