
Alessandra Battaglia ripercorre a Verissimo la sua difficile storia segnata dalle violenze del padre. "Ho memoria delle violenze da sempre, già dai due o tre anni", afferma l'attrice e speaker, 46 anni, che per tutta la sua infanzia e adolescenza ha assistito alle violenze del padre contro la madre e anche contro se stessa: "A volte la violenza partiva da zero, a volte mi scaraventava a terra mentre facevo i compiti. Non si era mai rilassati, nemmeno nei momenti di tranquillità perché era un continuo oscillare tra presunta normalità e violenza".
Dopo la morte della mamma però la situazione degenera: "Mi sono ritrovata sola con mio padre e cercavo di vivere il più possibile fuori casa, mi ero stabilita a casa del mio fidanzato. A casa tornavo solo per prendere alcune cose e cambiarmi". È in una di queste occasioni che avviene l'episodio limite in cui Alessandra Battaglia rischia la vita: "Mi ero chiusa in camera a chiave, ma lui era riuscito a rompere la porta a pugni. Ho cercato di mettere delle cose davanti alla porta, ma lui è riuscito ad afferrarmi e a ferirmi, poi ha aperto la porta e ha iniziato ad aggredirmi con calci e pugni. Quando sono caduta a terra, ha iniziato a lanciarmi addosso tutti gli oggetti che c'erano nella stanza, poi ha continuato con i calci. Ha preso anche un termosifone per colpirmi, sono riuscita a dargli un calcio. A quel punto lui ha detto: 'Ora ti ammazzo' ed è andato di là, lo sentivo rovistare tra i coltelli. Ho composto un numero per chiedere aiuto e ho lasciato il telefono in vivavoce affinché ascoltasse cosa stava succedendo. Per fortuna le mie grida l'aveva sentito la persona che abitava sotto casa nostra e che aveva già allertato i soccorsi".
"Quando sono arrivati i carabinieri, mio padre ha aperto loro come se nulla fosse. Io ho iniziato a gridare con tutta la voce che avevo affinché mi sentissero. L'hanno immobilizzato e mi hanno trovata piena di vetri, tagli, sangue. Mi ricordo che il carabiniere mi disse: 'Per una volta siamo arrivati in tempo'", ricorda l'attrice e speaker, che ha poi portato avanti una battaglia legale per far condannare il padre finita anche in Cassazione: "È stato un altro incubo in cui ho vissuto la vittimizzazione secondaria. In Appello era stato dichiarato che tutto quello che era successo erano 'metodi di educazione'".
La Cassazione ha ribaltato la sentenza della Corte d'Appello, restituendo giustizia ad Alessandra Battaglia, che per tutti quegli anni ha vissuto nel terrore. Di lì a poco, la speaker ha scoperto la scomparsa del padre: "Quando mi hanno dato la notizia, mi ricordo che quel giorno in macchina ho pensato: 'Posso anche non girarmi e smettere di avere paura, perché lui non c'è più'".